Ines

Mesotelioma Pleurico. La mia piccola testimonianza

per il 16,6% dei casi classificati come esposizione ignota.

 

L’amianto ha avuto ampio utilizzo industriale, civile, a causa delle sue vantaggiose caratteristiche chimiche e fisiche che lo hanno reso utile come componente di rinforzo in vari tipi di manufatti (ad esempio amiantocemento), per la produzione di materiali isolanti, di attrito e di molti, molti, molti altri prodotti. A partire dalla seconda metà degli anni ’80, si è progressivamente ridotto il

suo utilizzo sino alla sua completa eliminazione dalla produzione e dalla commercializzazione in diversi paesi occidentali, tra i quali anche l’Italia con la Legge n. 257 del 27 marzo 1992.

La concentrazione dell’asbesto nell’ambiente di lavoro non deve essere superiore a 0,2 fibre > 5 μm di lunghezza, per millimetro di aria nelle 8 ore. (art. 3 della legge 257/92).

L’art. 31 del D.Lg.vo 277/1991, cui si rifà la 257/92 per la definizione dei limiti, fissa un TLV di 0,2 fibre/cm3, per un periodo di riferimento di 8 ore.

(Fonte: Ministero della Salute – Direzione Generale della Prevenzione – Ufficio X)

l’Associazione Esposti Amianto (AEA), una associazione autonoma senza fini di lucro, la quale si prefigge a livello globale l’abolizione dell’amianto (o asbesto) in ogni sua forma: estrazione, impiego produttivo, commercializzazione ecc. L’AEA in relazione agli attuali livelli di conoscenza scientifica sui danni causati alla salute dalla inalazione di fibre di amianto, sostiene che non esiste alcun livello minimo di soglia al di sotto del quale vi sia sicurezza, quindi la massima concentrazione accettabile di fibre deve essere zero, ovvero MAC=0.

Da qua bisogna partire, da qua.

Dopo aver conosciuto il poeta Fabio Orecchini e letto il suo bel poema “Dismissioni” ( vero percorso di ricerca poetico-sociale e linguistica e di approfondimento storico sul dramma dell’“Amianto in Italia”)

Ho deciso di scrivere un’opinione, un ricordo, su questo cancro per tre motivi precisi:

  1. Mia madre se ne è andata il 29 maggio 2002 stroncata da questa malattia. (E sembrerà strano ma solo da poco riesco a parlarne con un animo accettabilmente sgombro)

  2. Cancro della pleura, il mesotelioma pleurico, è un cancro ancora abbastanza sconosciuto, è difficile trovare informazioni a questo proposito.(non verrà fatto volontariamente?)

  3. In questo periodo poi, sono terrorizzato dal fatto che questa legge del cosiddetto processo breve (in realtà della prescrizione brevissima) appena approvata alla camera, oltre ai truffatori di professione, agli evasori fiscali, ai corrotti, ai pubblici amministratori infedeli, se non hanno già riportato una condanna, avranno la quasi certezza dell´impunità anche i responsabili della società “Eternit”

La cosa più importante da sapere e che ho imparato a mie spese, e a spese di mia madre, è che il Cancro della pleura (Mesotelioma Pleurico) è una conseguenza all’esposizione all’amianto, che avviene spesso in ambito lavorativo, ma non solo, mia madre per esempio, non ha mai lavorato direttamente in fabbriche o cave o cantieri con diretta esposizione alle fibre di amianto, il medico dell’ospedale romano San Giovanni-Addolorata che la ebbe in cura, ci spiegava che fattori di rischio del mesotelioma sono l’esposizione (ed in particolare l’inalazione) di amianto, dell’asbesto, l’esposizione al diossido di torio (thorotrast) a scopo diagnostico ( si tratta di un liquido di contrasto) ed alla zeolite, minerali con una struttura cristallina regolare e microporosa, caratterizzati da una enorme quantità di volumi vuoti interni ai cristalli.

Ma che io sappia, e mi ci sono arrovellato tanto, né mia madre impiegata al ministero di Grazia e Giustizia in particolare, per tanti anni, all’Ufficio Schede del Palazzo di Giustizia che a Roma si trova in Piazzale Clodio, nè mio padre (che avrebbe potuto portare a casa nostra l’amianto sulle tute di lavoro), operaio, tranviere all’Atac nei depositi di Roma Tor sapienza e poi alla rimessa di Portonaccio per una vita, non dovrebbero essere stati mai direttamente a contatto con l’asbesto né dovrebbero aver fatto uso di amianto nelle lavorazioni, nè tanto meno inalato.

L’esposizione può, dunque, non essere necessariamente professionale.

Nelle case, l’amianto si trova soprattutto nei tetti costruiti con lastre di eternit o di cementoamianto, nelle canne fumarie in eternit, nei cassoni dell’acqua sempre in eternit poste negli scantinati a servizio delle autoclavi o sotto i tetti delle case. E nelle nostre case popolari a Roma è molto comune trovare cisterne di eternit per la raccolta dell’acqua sui terrazzi comuni delle case.

Così ho imparato che questo cancro è molto presente in tutto il mondo con un’incidenza particolare in Canada, Sud-Africa, in Inghilterra e negli Stati Uniti.

In generale, gli uomini sono i più colpiti ( maggiormente esposti all’amianto nell’ambito meccanico, tessile e molti altri lavori che fanno uso d’amianto). In media, questa malattia colpisce verso l’età di 60 anni. Questa malattia continua ad essere poco conosciuta, almeno così mi sembra, perché gli effetti dell’amianto sul corpo mettono molto tempo a concretarsi.

Infatti, questo cancro può apparire 20 anni dopo l’esposizione all’amianto, fino a raggiungere 35-45 anni di latenza. Il principale fattore di rischio per l’insorgenza della neoplasia è e rimane comunque, l’esposizione all’asbesto. Il rischio maggiore si è riscontrato per i lavoratori delle industrie tessili, automobilistiche e dei cantieri navali. Per tale motivo la concentrazione dell’asbesto nell’ambiente di lavoro non deve essere superiore a 0,2 fibre > 5 μm di lunghezza, per millimetro di aria nelle 8 ore (ma chi controlla?).

Nel libro del poeta Fabio Orecchini “Dismissione” Edizioni Polimata ho trovato nella bellissima poesia di pagina 17 “Polvere”, una immagine tra il dolente ed il terrificante di Madama Eternit che sorseggia il caffè in cucina. Oltre che a casa di Fabio Orecchini deve essere venuta a trovare anche mamma a casa nostra, Madama Eternit deve essere venuta a farci visita non invitata, anche nella nostra, di cucina.

La Pleura è una membrana (veri e propri foglietti) che si trova intorno ai polmoni.

Tra i due foglietti che circondano i polmoni, vi è uno spazio di circa 1mm che contiene un liquido lubrificante che permette ai due foglietti di scivolare tra loro.

L’amianto attacca la Pleura attraverso l’inalazione. 70% dell’amianto viene evacuato mentre il 30% rimane nell’organismo.

Benché è molto difficile distinguere i sintomi della malattia che attacca spesso improvvisamente, la malattia può dare dei segni della sua presenza tramite un forte dolore toracico, una dispnea (difficoltà di respirare), talvolta tosse e catarro.

Mamma poi, un brutto bruttissimo giorno, mentre ,dopo aver festeggiato la sua nipotina, mia figlia, a casa mia stava rientrando a piedi casa sua 800 metri circa al braccio di mio padre, ha avuto forti difficoltà di respirazione non aveva la forza di camminare, tossiva. L’indomani all’ospedale San Giovanni di Roma dove l’abbiamo ricoverata hanno eseguito vari esami per capirci qualcosa. Aveva molto liquido intorno al polmone e gli hanno dovuto fare un prelievo. In seguito, grazie a degli scanner e delle radiografie, hanno potuto individuare i segni del cancro. Hanno pronunciato la diagnosi che suonava come una sentenza. E’ cominciato il nostro calvario che non ho la forza di raccontare, mamma è finita nel ReNam il Registro Nazionale dei casi di Mesotelioma, nel 16,6% dei casi classificati come esposizione ignota, stadio III della malattia (su quattro). Placche pleuriche. Fibrosi diffusa della pleura viscerale, raggi. Chemioterapia, vomito, temporanee perdite di memoria, debolezza, stanchezza, dolori forti.

In ogni modo anche se ogni caso è un caso particolare, si deve sapere che in generale 75% dei pazienti muoiono entro un anno, proprio per la difficoltà di individuare la malattia (senza grandi sintomi) e il veloce progredire della patologia. La sopravvivenza a partire della sintomatologia è di circa 12-15 mesi, e si riduce a 8-10 mesi a partire della diagnosi.

La malattia progredisce come ho appena detto molto velocemente, e con tante sofferenze. Progredisce in silenzio e quindi in molti casi colpisce all’improvviso ad uno stadio già troppo avanzato per essere curato.

L’unica possibilità di scoprire questa malattia è di fare dei regolari controlli, per avere l’opportunità di scoprirla in tempo.

Direi che il fatto più brutto di questa malattia è l’incapacità e l’impotenza di fare qualcosa, di sapere che quest’amianto è dentro il corpo da anni. E dunque ho così scoperto La Spezia che è da 20 anni la città con il tasso più alto di morti da amianto e che la Liguria perde in media 135 abitanti all’anno per colpa di questa terribile malattia . Ho scoperto l’area di Trieste-Monfalcone, le vedove dei coibentatori dei cantieri navali di Monfalcone,e poi Casale Monferrato, San Filippo del Mela (Messina) e le bonifiche che non si fanno……………………….

 

Mauro PULIANI

Amministrazione Provinciale di Roma 

Dip.to XIII   “Servizi per il turismo, sport e politiche giovanili”

Ufficio di Direzione “Turismo”  tel. 0667668554

Via Nomentana, 54 – 00161 Roma


Inesultima modifica: 2011-06-30T08:36:00+00:00da ninnanina
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2 pensieri su “Ines

  1. Nel leggere questo blog ho trovato questo pezzetto che mette i brividi.
    Anche io credevo che le cose brutte capitassero solo agli altri. Invece purtroppo possono capitare a chiunque.
    Voglio esprimere la mia solidarietà a Mauro Puliani, che giustamente si firma, e a tutte le famiglie delle vittime dell’amianto, e riaffermare con forza un principio sancito dalla Costituzione che è il diritto alla salute. In Italia si stima che possano essere ben oltre un milione i lavoratori e i cittadini esposti all’amianto con oltre 4.000 morti l’anno e migliaia colpiti da malattie. L’amianto, negli anni, è stato largamente utilizzato nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli edifici pubblici, sui tetti e nei capannoni industriali, nelle nostre case e le sue drammatiche conseguenze ci accompagneranno ancora per molti anni.
    Hardenberg

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