07/12/2009

Arturo

Salve a tutti,
mi chiamo Laura e scrivo da Siracusa. Lo scorso 19 novembre mio padre ci ha lasciati per un mesotelioma pleurico. Dieci giorni prima  ero del tutto ignara di questo male killer. Ecco la nostra storia: papà  è un metalmeccanico che ha lavorato nel petrolchimico di Siracusa per più di trent'anni (nel 1998 va in pensione). Essendo conosciuto nell'ambiente lavorativo gli viene  offerto di lavorare come consulente ( a casa i soldi non bastano mai, siamo 5 figli, una famiglia monoreddito come si dice oggi). Papà in questi anni lavora  in Sud America e in Tunisia, è contento così riuscirà a pagare il mutuo della tanta  sofferta casa. Arriviamo allo scorso settembre, a metà mese ritorna a casa e  accusa dei forti dolori alle spalle, è dimagrito molto. Lo persuadiamo a fare dei controlli  medici, la radiografia ci  dice che   quei dolori sono dovuti ad artrosi. Lo persuadiamo a non partire ma papà  dice che stringerà i denti per ritornare a fine novembre. Papà tornerà  il 28 ottobre  a seguito di un gonfiore all'addome. Tornerà moribondo per lasciarci il 19 novembre, giorno del compleanno di mamma. VENTITRE GIORNI DI  DOLORE E DI STRAZIO. E' al decimo giorno che i medici ci dicono che papà ha un mesotelioma pleurico e che ha 4/6 mesi di vita. Purtroppo i loro conti non tornano perchè papà  ci lascia dopo 13 giorni. Le sue grida di aiuto,la nostra impotenza mi tormentano. Mio padre ha lavorato una vita, ha dato la sua vita e d il lavoro c'è l'ha strappato per sempre. Di amianto si muore ancora ma  se ne parla poco. A te papà lo devo, con la riservatezza, li tuo silenzio che ti ha sempre contraddistinto, a te  papà  daròla mia voce.
Ciao papò, ciao Arturo.

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